Primo piano di una mummia guanche nelle Canarie, con un ricercatore che esegue un'analisi dettagliata delle sue caratteristiche.

L'imbalsamazione nelle società aborigene

Figura di gesso di un uomo in posizione reclinata, esposta in un museo.

L'imbalsamazione degli aborigeni canari: storia e riti

Cos'era l'imbalsamazione aborigena canaria?

Il imbalsamazione aborigena canaria era una pratica funeraria riservata a determinati gruppi sociali e documentata principalmente a Tenerife e Gran Canaria prima della conquista castigliana. A differenza di quanto avveniva nell'Antico Egitto, questo processo era più semplice e si svolgeva principalmente su personaggi di alto rango, come i menceyes di Tenerife o la nobiltà di Gran Canaria.

La parola usata dagli aborigeni per riferirsi a questa tecnica è «MIRLADO», mentre il corpo finalmente conservato veniva chiamato «XAXO», termine che significa qualcosa come «corpo secco e indurito».

Origine e prime descrizioni

Il primo testimone scritto sul imbalsamazione aborigena canaria lo lasciò Diogo Gomes de Sintra, un marinaio portoghese che visitò le Canarie prima della conquista di Gran Canaria e Tenerife. Nelle sue cronache descrive come venivano estratti gli organi interni del corpo e riempiti di burro, per poi essere depositati in grotte o addirittura lanciati in mare dopo un anno di osservazione.

Fra Alonso de Espinosa, cronista del XVI secolo, dettagliò come il corpo fosse esposto al sole per almeno 15 giorni fino a diventare «xaxo», uno stato di conservazione naturale senza prodotti chimici complessi come quelli usati in Egitto.

Interno di una grotta con rocce e terra, illuminato artificialmente.

Differenze con la mummificazione egiziana

Sebbene condividano somiglianze, ci sono grandi differenze tra il imbalsamazione aborigena canaria e la mummificazione egiziana:

  • Nelle Canarie non si usavano sali né sostanze chimiche avanzate.
  • I processi erano più semplici e dipendevano dal clima secco delle isole.
  • Colpivano solo l'élite sociale, non il popolo in generale.
  • Non esistono registrazioni religiose chiare associate a questa pratica, a causa della distruzione della cultura aborigena durante la colonizzazione.

Dove veniva praticata?

Questa pratica è documentata soprattutto a Tenerife, dove sono state trovate le mummie meglio conservate, e a Gran Canaria, anche se lì i ricercatori discutono se la conservazione dei corpi fosse sempre intenzionale o dovuta in parte al clima e alle condizioni delle grotte. Inoltre, ogni isola aveva la propria variante del mirlado, adattandosi alle condizioni locali e allo stato del defunto.

I corpi venivano depositati in caverne o in tronchi cavi di pini canari, come quelli che si possono vedere nel Museo Canario a Las Palmas de Gran Canaria.

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Eredità e significato culturale

Sebbene oggi conosciamo molto sul imbalsamazione aborigena canaria, restano molti misteri. La mancanza di scrittura e la distruzione di documenti durante la conquista hanno reso difficile lo studio approfondito di queste pratiche. Ciò che sappiamo è che riflettono una visione speciale del corpo e della morte, dove il rispetto per gli antenati giocava un ruolo fondamentale.

Conclusione

Il imbalsamazione aborigena canaria è un esempio unico di come i popoli antichi gestivano la morte e la memoria. Questo processo, sebbene diverso dalla mummificazione egiziana, ci mostra un alto livello di organizzazione sociale e spiritualità nelle culture aborigene delle Canarie.

Se vuoi saperne di più su questo tema, ti invitiamo a leggere il nostro articolo su la mummia guanche o la scheda sulla mummificazione degli antichi canari dell'enciclopedia Medusa del Governo delle Canarie.

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