Identità canara: tra Spagna ed Europa
La canarietà si è forgiata guardando all'Atlantico. È nata plurale, è diventata mista e oggi si esprime come un'identità composita che coesiste con quella spagnola e europea. Per molti isolani, dire «sono canario» significa anche dire «sono spagnolo» e «sono europeo», e ciascuna di queste appartenenze si attiva a seconda del contesto: in una romeria a La Gomera, in un ufficio della Sicurezza Sociale o durante un Erasmus a Lisbona.
Strati storici che si sovrappongono
Parlare di identità canaria significa parlare di strati che si sommano senza annullarsi:
- Strato aborigeno: la memoria dei popoli antichi, l'archeologia, la toponomastica e simboli che oggi vengono studiati in musei e percorsi culturali.
- Strato ispano-portoghese: la lingua, le istituzioni, le feste patronali e molte devozioni.
- Strato atlantico: le rotte con l'America, l'emigrazione e il ritorno, il commercio del vino e la musica che dialoga con i Caraibi.
- Strato europeo: lo Statuto di Autonomia e l'appartenenza all'Unione Europea come Regione Ultraperiferica.
Questo incastro non è stato lineare né armonioso. La conquista è stata traumatica, la colonizzazione ha riorganizzato terre e potere, e l'emigrazione ha rimescolato i codici culturali. Da queste frizioni sono emerse istituzioni proprie, come i cabildos, e una sensibilità atlantica che distingue le isole all'interno della Spagna.
Un'identità multipla
Per la maggior parte dei canari, l'identità non è un dilemma, ma una somma di appartenenze: l'isola, l'arcipelago, la Spagna e l'Europa. Ogni livello si attiva in situazioni diverse:
- L'isola: il quartiere, la romeria, il club sportivo, il cabildo e i media insulari.
- L'arcipelago: il timple, le folias, la lotta canaria, il Giorno delle Canarie (30 maggio) e le radio e televisioni autonome.
- Spagna: i diritti sociali, la sanità, la Costituzione e la selezione.
- Europa: l'euro, la cittadinanza europea, i programmi Erasmus e la cooperazione con altre regioni ultraperiferiche, come le Azzorre, Madeira o Guadalupe.
Cultura viva
L'identità canaria si riconosce, prima di tutto, nella sua cultura:
- Lingua e accento: uno spagnolo con fonetica e lessico propri, con eredità andalusa e portoghese e echi caraibici per via dell'emigrazione di andata e ritorno.
- Musica e danza: isas, folias e malagueñas, con il timple come emblema.
- Saperi e sport: il silbo gomero, la lotta canaria o il salto del pastore, che è passato da tecnica di lavoro a sport.
Tutto questo si rinnova: giovani che mescolano il timple con musica elettronica, scuole che insegnano il silbo e club di lotta che formano nuove generazioni. E nel quotidiano appaiono parole come guagua, machango, baifo o magua; piatti come il sancocho, il gofio o le papas arrugadas con mojo, e feste come i carnaval o le romerie.
Il pleito insulare
Il cosiddetto pleito insulare tra Tenerife e Gran Canaria ha più di un secolo di storia. È nato come una contesa tra élite per la capitale, le infrastrutture e l'università, e ha finito per trasferirsi nella politica e nel calcio. Oggi le Canarie hanno due capitali che si dividono le sedi istituzionali e due università pubbliche, e la rivalità sopravvive soprattutto nei derby tra la UD Las Palmas e il CD Tenerife e nell'umorismo quotidiano.
autonomia e politica
L'espressione politica della canarietà si è data soprattutto attraverso l'autogoverno: lo Statuto di Autonomia, il Governo delle Canarie, i cabildos insulari e il Regime Economico e Fiscale. Nel Parlamento convivono partiti di ambito statale con formazioni nazionaliste e regionaliste canarie e con raggruppamenti insulari, come quelli di El Hierro o La Gomera. Le opzioni indipendentiste esistono, ma la loro rappresentanza elettorale è stata minoritaria.
Differenze tra isole e generazioni
Non è lo stesso vivere l'identità da un quartiere di La Laguna, un caserío gomero o un pueblo majorero. Nelle isole capitoline pesa di più l'urbano; nelle isole minori, la tradizione e le reti familiari; e nelle zone turistiche, la convivenza quotidiana con visitatori e residenti di molti paesi.
L'immigrazione recente e il ritorno di canari dalla Penisola o dall'America aggiungono nuovi strati. Biografie di Venezuela, Senegal, Italia o Germania fanno già parte del paesaggio umano delle isole e ampliano, senza negarla, la canarietà.
Scuola, media e cultura
La scuola, la radio e la televisione autonome, i musei e le istituzioni culturali sono stati decisivi affinché un'identità comune arrivasse da La Restinga a Corralejo. E la lingua agisce come un grande collante: non è una lingua diversa, ma uno spagnolo che ha una musicalità propria che rende riconoscibile qualsiasi canario in pochi minuti di conversazione.
Confronti con altri arcipelaghi
Le Azzorre e Madeira condividono con le Canarie la condizione di regioni ultraperiferiche, le diaspore intense e un regionalismo con istituzioni forti. Le Baleari, invece, articolano la propria identità attorno a una lingua propria, il catalano, e la Galizia combina una forte identità culturale con una lunga storia di emigrazione in America.
Sfide future
- La dipendenza dal turismo e la necessità di diversificare l'economia.
- La pressione sull'abitazione nelle zone turistiche e nelle capitali.
- Il costo dell'energia e dei trasporti in un territorio frammentato.
- L'arrivo di migranti via mare e la loro accoglienza.
- La vulnerabilità ai cambiamenti climatici.
Di fronte a queste sfide, le Canarie possono contare su risorse come la scienza (astrofisica, oceanografia, energie rinnovabili), la cultura e la cooperazione con Madeira, Azzorre o Capo Verde. Immagina un Giorno delle Canarie in cui, dopo una lotta, suona un gruppo giovane che mescola isas con elettronica e un coro scolastico fischia una canzone. Sugli spalti ci sono nonni che emigrare in Venezuela e nipoti arrivati da Dakar, vicini di Arucas e di La Orotava. Tutti applaudono il nostro: questa è, forse, la migliore definizione dell'identità canaria.

